Forza Nuova Varese

Inoltre il mercoledì sera si terranno i corsi di formazione forzanovista.


Più buia la notte più Luminosi i fuochi


forzanuovavarese@gmail.com
lottastudentescavarese@gmail.com

domenica 9 febbraio 2014


domenica 10 febbraio 2013

10 FEBBRAIO


 TERRA ISTRIANA, TERRA DALMATA E GIULIANA... TERRA ROSSA, TERRA MIA, TERRA ITALIANA!

L'Italia come l' Islanda? Solo se voti Forza Nuova

La piccola isola tra i ghiacci ha vinto una importante battaglia legale nei confronti dell’Unione Europea in materia di compensazioni per le perdite causate agli investitori stranieri a causa de fallimento di alcune banche islandesi avvenuto cinque anni fa ma, con i tempo che corrono in Italia, nessun quotidiano o televisione naturalmente ne vuole parlare!Solo Forza Nuova, che pur soffre evidentemente dello stesso costante black-out mediatico, informa gli italiani su quanto succede non troppo distante da noi e su quanto basterebbe venisse fatto anche in Italia per risolvere questa benedetta, cosa ritenuta oggi irrisolvibile dagli stessi che l'hanno provocata.Il Tribunale dell’EFTA (Associazione Europea del Libero Commercio, alla quale aderiscono oltre ai paesi dell’UE anche Islanda, Liechtenstein e Norvegia), con sede a Lussemburgo, ha stabilito che il governo dell’Islanda non ha violato la legislazione europea quando ha deciso di non risarcire gli investitori straneri, di non pagare il debito, il famoso debito finanziario che grava sul futuro delle nostre generazioni a venire.Ha spiegato che l’Islanda non ha contravvenuto le normative europee vigenti al momento dei fatti quando decise di non risarcire gli azionisti stranieri, decisione tra l’altro avallata da un referendum appositamente convocato, e che Forza Nuova vuole proporre anche in Italia, attraverso il quale la maggioranza dei cittadini del paese hanno scelto di non investire denaro pubblico per ripianare i debiti con le banche private fallite (vedi cronaca di queste ore riguardo ai Bond italiani salva MPS). Monti, Bersani e Berlusconi conoscono la soluzione, ce l'hanno davanti agli occhi, ma nessuno mai si sognera' ne' di pubblicizzarla, ne' di intraprenderla, per non fare sgarri indesiderati agli stessi padroni che per 40 anni hanno profittato e indebitato la nostra Nazione Forza Nuova, unico partito italiano che tra i punti programmatici ha proprio il rifiuto del debito pubblico generato dalle folli e criminali speculazioni delle bancarie, e' anche l'unico partito che chiede di nazionalizzare la Banca d'Italia per renderla vera garante a reale controllo e blocco di ogni scorribanda finanziaria, come e' l'unico che non percepisce soldi pubblici e che fa della propria volontaria militanza politica, la sua vera Forza, proprio per questo, Nuova.

Banca HSBC e riciclaggio di droga - "Banchieri troppo importanti per andare in prigione"

Già ci stiamo abituando al concetto di "banca troppo grande per fallire", che è stato usato spesso, negli ultimi anni, per salvare i grossi gruppi bancari (es. Lehman Borthers) con nuovi finanziamenti ex-nihilo da parte del governo americano. Ma ora spunta anche il concetto di banchiere "troppo importante per andare in prigione". Non stiamo scherzando: è questa la motivazione usata dal Ministero di Giustizia americano per spiegare il mancato rinvio a giudizio dei dirigenti della banca HSBC, dopo che una commissione senatoriale ha accertato la sua estesa attività di riciclaggio di denaro criminale a livello mondiale. La HSBC conta più di 7000 sedi in 80 paesi diversi, e nel 2011 ha denunciato un profitto di 22 miliardi di dollari. La commissione senatoriale ha scoperto che la HSBC aveva una rete di 1200 filiali che "fornivano a gruppi del crimine organizzato servizi in dollari americani, compreso servizio di trasferimento fondi, scambio di valuta, strumenti monetari ed altri tipi di transazioni finanziarie." "La HSBC - ha concluso la commissione - è stata il principale condotto finanziario attraverso il quale veniva riciclato il denaro sporco dei cartelli di droga colombiano e messicano". L'applicazione dei regolamenti sul controllo contro il riciclaggio era talmente "rilassata", in alcune filiali della HSBC in Messico, ... ... che c'erano addirittura degli sportelli riservati appositamente ai trafficanti di droga. Costoro arrivavano a depositare anche centinaia di migliaia di dollari nello stesso giorno, senza che scattasse nessun controllo. I media americani hanno dato grande risalto al rapporto della commissione senatoriale, strombazzando ai quattro venti che la HSBC è stata condannata a pagare una multa di quasi 2 miliardi di dollari - la più alta multa mai comminata ad una banca per infrazioni di questo tipo. Quello che è passato inosservato è il fatto che nessuno dei responsabili di questa colossale operazione criminale sia stato rinviato a giudizio. Come ci informa il New York Times, il Ministero di Giustizia “ha deciso di non perseguire la HSBC nel caso di riciclaggio poichè teme che l'azione penale potrebbe mettere in pericolo una delle più grandi banche del mondo, arrivando a destabilizzare il sistema finanziario globale." Il Daily Telegraph ha commentato che "le grandi banche sono diventate troppo grosse per essere portate in tribunale, a causa dell'impatto che l'azione penale avrebbe sulla fiducia che si nutre verso di loro". La "fiducia" naturalmente non è quella del normale cittadino, il quale continua a rischiare la galera se ruba una mela o se viene trovato con in tasca uno spinello, ma è quella delle grandi organizzazioni criminali, per le quali le banche internazionali sono diventate ormai un mezzo di supporto assolutamente indispensabile.

lunedì 4 febbraio 2013

Spaccia coca in bici, arrestato il capo pusher di piazza Repubblica

E’ un tunisino di 30 anni il capo degli spacciatori di piazza Repubblica. Il più violento e il più furbo, secondo la polizia che lo ha arrestato. Si chiama Jihed Troudi, e la squadra mobile lo teneva d’occhio da tempo. E’ stato incastrato grazie alle indagini effettuate, anche con telecamere, che lo ritraggono mentre, a bordo di una bicicletta, fa il giro della piazza rifornendo i suoi clienti (sembra che vendesse, ogni giorno, almeno 12 dosi). Alcuni acquirenti lo hanno indicato chiaramente come il loro procacciatore di droga. 

I viziosi del Varesotto lo contattavano tutti per telefono, e sono praticamente tutti italiani. Troudi è clandestino, abita in centro, con una moglie che però è regolare, e già nel 2011 era stato arrestato perché, durante un controllo antidroga, aveva in praticamente aizzato degli altri complici a circondare i poliziotti per evitare la scoperta dello stupefacente. Una volta arrestato, era stato trasferito in un Cie in Sicilia, da dove tuttavia era riuscito a fuggire, ritornando in pochi giorni a Varese. La piazza è il suo regno, e ha una rete talmente ramificata di clienti che non ha bisogno di lavorare. Troudi si era probabilmente accorto che la polizia gli stava dietro, e per un periodo aveva abbandonato la sua bicicletta - con cui faceva un lungo giro di perlustrazione prima di passare allo smercio - aveva quindi affidato a un luogotenente la consegna della droga in piazza. 
L’indagine del pm Sabrina Ditaranto (il gip è Giuseppe Fazio) conferma che, in piazza Repubblica, c’è un giro di spaccio, che coinvolge in particolare cittadini di nazionalità tunisina, così come era emerso anche nel 2008, quando un delitto in via Ravasi ebbe come scenario proprio il controllo della vendita di cocaina in zona. 

martedì 29 gennaio 2013

Comunicato Ufficio stampa FN Lombardia


In seguito alla mancata ammissione della nostra lista di presentazione alla Camera dei Deputati per la circoscrizione Lombardia 2, vorremmo fare alcune considerazioni. La contestazione riguarda un vizio di forma inerente a 439 firme  che, pur essendo state raccolte in maniera corretta presso i banchetti pre-elettorali, presentando un’incongruenza formale sono state ricusate dall’Ufficio circoscrizionale. Anche il reintegro di 263 firme, presentate presso la Corte d’Appello entro lo scadere del termine, non è stato considerato valido, e così i due ricorsi da noi successivamente presentati.
La nostra lista quindi potrebbe essere esclusa (salvo appello in Cassazione) dai giochi elettorali a causa di un cavillo burocratico, nonostante il duro impegno su tutto il territorio dei militanti nella raccolta delle firme, la cui veridicità è stata oltretutto confermata da molti firmatari che, interpellati dopo l’apertura dell’inchiesta, hanno dichiarato di avere effettivamente firmato per la candidatura della lista di Forza Nuova.
Il trattamento a noi riservato non riguarda però tutti i partiti, e nominiamo una su tutte le firme false raccolte da Formigoni per le regionali 2010. Sottolineiamo infine che i gruppi che già siedono in Parlamento non hanno bisogno di raccogliere nemmeno una firma per presentarsi alle elezioni politiche, come a volere ostacolare solamente quei partiti meno radicati a livello istituzionale che intendono partecipare alle competizioni elettorali.
Forza Nuova sarà in ogni caso presente con la sua lista – anche nella circoscrizione della Lombardia 2 – alle votazioni per il Senato, così come alle prossime Regionali in Lombardia e in tanti altri collegi dove non era mai riuscita a presentarsi prima: tra tutti Lombardia 3 e Piemonte 2.
“Questa esclusione non ci ferma, perché siamo convinti che la vera politica sia nelle piazze, nei mercati, tra la gente 365 giorni l’anno” afferma il capolista in Lombardia, Luca Castellini, che continua: “Il nostro programma è l’unico a portare in Parlamento battaglie fondamentali quali la sovranità monetaria, il blocco dell’immigrazione e il sostegno economico alle famiglie italiane. Abbiamo aumentato il numero di contatti e tesserati nel 2012 e contiamo di crescere ancora di più quest’anno: non smetteremo certo di proporre e realizzare le nostre idee a causa di un problema burocratico.”

Ufficio Stampa FN Lombardia

venerdì 18 gennaio 2013

5 PUNTI PER LA RICOSTRUZIONE NAZIONALE

1.Sovranità monetaria e rifiuto del debito pubblico
Banca d' Italia nazionalizzata. Si torna alla Lira in regime di sovranità monetaria, si esce dal ricatto bancario e si supera la crisi. La tassazione sui redditi di privati ed imprese va dal 10% al 20%.

2.Famiglia e politica demografica

1000 euro al mese alle donne con almeno 1 figlio. Per ogni figlio in più l' assegno sarà incrementato di 400 euro. Si tolgono milioni di donne dalla schiavitù del doppio lavoro. Si liberano milioni di posti di lavoro: le famiglie diventano più ricche, più unite e si supera l'emergenza demografica. Programma di inserimento degli anziani nel mondo del volontariato. Per questi ultimi i Comuni, le associazioni e le famiglie individuano lavori la cui retribuzione si aggiunge alla pensione. Si rende utile alla "Nazione in ricostruzione" questa sempre più vasta ed esperta forza sociale.

3.Immigrazione e sicurezza
Blocco dell' immigrazione. Vengono espulsi tutti gli immigrati che hanno commesso reati in Italia, si allontanano coloro che non hanno lavoro, si impone a coloro che sono detenuti di espiare la pena nel loro Paese. In alternativa lavoreranno gratis in un programma di ricostruzione stradale o ferroviaria e per prevenire e mitigare il dissesto idrogeologico. Quest' ultimo provvedimento sarà adottato anche per la popolazione carceraria italiana, in alternativa alla detenzione.

4.Politiche sociali e agricoltura
Si offre la possibilità alle giovani coppie sposate senza lavoro di ottenere dal demanio o dalla Chiesa Cattolica terre e case. Si dà slancio, grazie a questi nuovi insediamenti, a tutta la produzione agricola italiana, coprendo il fabbisogno nazionale e bloccando le importazioni dalla Cina e da quei Paesi in cui non esistono controlli sanitari.

5.Nuova Europa e sovranità nazionale
L' Italia esce dalla Nato, le cui basi sul nostro territorio vengono immediatamente chiuse; si rigettano tutti gli ultimi trattati europei da Lisbona a Maastricht e si inizia, assieme alla Russia e ai Paesi mediterranei, un percorso di vera costruzione europea fondata sul Cristianesimo e la Tradizione romana, sul lavoro e non più sul capitale, sui popoli e non più sulle lobby.

giovedì 10 gennaio 2013

COMUNICATO FORZA NUOVA SULLE PROTESTE DEGLI IMMIGRATI‏


Abbiamo visto con i nostri occhi quello che è successo in questi giorni per le vie della città.
Abbiamo letto e ci siamo informati sui giornali delle rivendicazioni dei profughi che hanno protestato per le vie di Varese ,chiedendo  documenti che regolarizzino la loro posizione e soldi per il proprio mantenimento.
Abbiamo visto come il sindaco Fontana ed il viceprefetto abbiano rimandato la palla al governo centrale,il quale parrebbe non avere idea di come risolvere la situazione che si è venuta a creare,se non con una classica moratoria.
Ecco,basterebbe ricordare a tutti che il caso dei profughi esplose sotto il governo Berlusconi,con la Lega al potere e Maroni ministro dell' Interno.
Nulla fece il partito che fu di Bossi (ed adesso è di Maroni)per opporsi al disastro umano e sociale che derivò dall' intervento in Libia.
Nulla fece il partito che fu di Bossi (ed adesso è di Maroni)per gestire il problema,se non parcheggiare gli ospiti sgraditi da qualche parte e sperare che la gente ed i giornali se li dimenticassero presto (e li parcheggiarono a migliaia qui al nord,anche qui,nonostante le proteste e le promesse).
Nulla fece il partito che fu di Bossi (ed adesso è di Maroni)quando era forte ed arroccato sul Viminale e nel momento in cui le prefetture rispondevano celermente al richiamo del ministro.
Ed oggi i nodi vengono al pettine.
Un po' dura dire ,come fa il sindaco Fontana,che le decisioni devono essere prese dalle autorità centrali a Roma.
Bisognerebbe spiegare alla gente che ci fu un ministro che ideò un piano raffazzonato e frettoloso per gestire il problema dell'immigrazione e che,superata la più acuta fase della crisi ,trascurò di pensare a porre le basi per il ritorno alla normalità.E che questa situazione è stata ereditata dai suoi successori ,pavidi o disorganizzati.
E bisognerebbe dare un nome a questo ministro : Maroni.
Ci rendiamo conto che la situazione che si è verificata a Varese l'altro giorno è pronta a ripetersi o si è ripetuta già in molte altre città e cittadine italiane?!

COME DUNQUE SPIEGARE AGLI ELETTORI CHE CIO' CHE NON SI E' RIUSCITI A FARE AL VIMINALE DA FORTI SI POTRA' REALIZZARE AL PIRELLONE DA DEBOLI,INSIEME AD UNA COMPAGINE DI ALLEATI FRAMMENTATA E NON OMOGENEA?!

COME SPIEGARE CHE LA VERA PARTITA SI GIOCA A MILANO (in opposizione ad un futuro governo romano),SE NON SI E' STATI CAPACI DI FARE LA PROPRIA PARTE BENE NELLE STANZE DEI BOTTONI (con un governo amico ed una robusta maggioranza parlamentare)?!

Sorge il dubbio che si voglia fare passare un auto vecchia ,riverniciata ,per nuova.
A coloro cui è cara la battaglia contro il flusso ininterrotto di immigrati che premono alle frontiere e che lottano per una situazione sociale di ordine  e non di colpevole attendismo gravido di conseguenze funeste,sembra ormai chiaro che la Lega non ha in mente una politica nuova ,ma una nuova riproposizione di una politica vecchia.
I lombardi e gli italiani dovranno capire ( e capiranno ,prima o poi)che è arrivato il momento di scegliere un' alternativa profondamente diversa.
Di cui Forza Nuova ,e solo Forza Nuova ,è portatrice coerente.
FORZA NUOVA VARESE

martedì 1 gennaio 2013

AUGURI E BUONI PROPOSITI PER L'ANNO CHE VIENE DA FORZA NUOVA VARESE


L'anno 2012 si sta concludendo e presto si apriranno le porte del 2013.
Anche questi dodici mesi sono stati pieni di emozioni che ci hanno riguardato da vicino :emozioni a volte belle ,a volte brutte,a volte esaltanti e dolci,a  volte noiose o amare.
Se però passiamo ad analizzare la  politica, la situazione drammatica (anche se non seria)del teatrino delle parti lascia piuttosto sgomenti.
Abbracciando con lo sguardo l'ampio panorama dei partiti del nuovo arco costituzionale (i partiti del Sistema,divisi tra operativi e finti oppositori) è impossibile non notare come le persone che si candidano per l'ennesima volta alla guida della repubblica siano sempre le stesse,intramontabili facce di bronzo che da (almeno) vent'anni ci hanno condotto passo dopo passo al limite della disperazione sociale.
E queste impassibili facce di bronzo tentano nelle ultime settimane prima delle elezioni  di farvi credere che tra di essi esista una differenza sostanziale:che tutti abbiano sostenuto il governo Monti,ma nessuno lo voleva veramente e chi lo voleva ci credeva,ma fino ad un certo punto e chi non lo voleva ,non lo voleva perchè sapeva che tanto gli altri lo volevano e quindi bastava fare la voce grossa e smarcarsi e tanto poi ,nei fatti,non si faceva niente.
Ora tutti vogliono smarcarsi,ma le decisoni le hanno prese (o hanno deciso di subirle)Berlusconi,Casini e Bersani.Il Sistema.
Ed ai loro fianchi gente come Vendola,Storace,Di Pietro,Bossi,Lombardo,Fini,gente che  nel privato o  nel pubblico (o in tutte due) ha lasciato abbondanti dubbi sulle proprie capacità e sulle proprie virtù civiche.
Emblema di tutto ciò è stata la gestione delle regioni o dei grandi comuni:che differenza ,pensate, tra il Lazio di Storace (col suo mostruoso buco della sanità)e la Puglia di Vendola (nella stessa situazione debitoria)?Tra la gestione del centrodestra in Sicilia e del centrosinistra in Campania?Tra il comune di Roma sotto Veltroni o sotto Alemanno?Tra le "dubbie appropriazioni alla cassa del partito" della famiglia Bossi  o quelle della famiglia Fini-Tulliani?

Non  vivono forse  tutti alla stessa corte?!
Non parlano tutti la stessa lingua da burocrati,anche se con accenti diversi?!
Non oziano e sproloquiano tra le auto blu ed i salotti buoni,non dicono con sfumature diverse tutti le stesse cose,leggermente modificate per le esigenze dei propri incauti consumatori politici?!
Non erano tutti d'accordo ad alzarsi lo stipendio o a garantirsi i benfici?
E chi per esigenze di copione protestava questa volta perchè senza un posto alla tavolata,non aveva ancora la bocca e le mani sporche della marmellata dell' ultima abbuffata?

Ecco perchè invitiamo tutti a guardare i volti di coloro che promettono ,ad ascoltare le loro voci ,a meditare sulla differenza sostanziale tra ciò che sono e ciò che dicono.
Molte cose sono da fare,ma le soluzioni non si possono cercare tra coloro che si affollano per essere i prossimi a sedersi alla tavola imbandita a nostre spese.
Gente giovane forse,ma gente con la stessa fame dei vecchi soloni.
Gente senza un' Idea Grande ed Essenziale.
Gente buona a dire le solite tre parole  per ogni stagione,per ogni partito.
Bisogna pensare che non si tratta di cambiare i commensali all'abbuffata (ed i nani e le ballerine,i camerieri ed i cani che si contendono le briciole attorno)con nuove comparse.
Qui ,signori miei,si tratta DI RIBALTARE IL TAVOLO E DI SCACCIARE QUESTA BANDA DI INTRUSI DA CASA NOSTRA.E CAMBIARE LE COSE,RIVERNICIARE I MURI,APRIRE LE FINESTRE ,CAMBIARE QUESTA ARIA VIZIATA E CHIUSA,ABBATTERE I MURI SE OCCORRE ,AVERE PIU' SPAZIO.
CAMBIARE TUTTO INSOMMA ,ED INTENDIAMO TUTTO, SENZA NESSUNA VENERAZIONE LAICA PER NIENTE,PERCHE' NIENTE NOI TEMIAMO E VENERIAMO DI QUESTO MONDO INFAME E GRASSO ,OTTUSO , PIGRO  ED EGOCENTRICO.
Voi ,che siete gente di buonsenso (e quindi a motivo di questo vostro buonsenso non vi sentite moderati,ma ferocemente,splendidamente incazzati),ecco per voi un anno migliore ,un buon 2013.
Di movimenti ce ne sono molti,ma nessuno come Forza Nuova da 15 anni all' opposizione senza sconti , senza accordi,pochi voti ,ma sguardi umanamente onesti di chi fa politica per passione,perchè fino ad oggi non conviene fare politica con questo movimento così fuori dagli schemi(E non converrà nemmeno domani ,sopratutto se la battaglia politica sarà sempre più dura ,ma a noi piace così, essere generosi e sfidare questo mondo ,piuttosto che sederci a bere il thè insieme...)
Buon anno 2013 allora,a voi che siete arrabbiati e stanchi.
Perchè quest'anno non porterà subito un nuovo ciclo,ma dateci forza e tireremo un calcio alla porta del Palazzo tale che il boccone  resterà in gola a quei politicanti da abbuffata e si guarderanno in faccia preocupati e smorti e si chiederanno da dove veniva quel rimbombo dalla porta,dalla strada,dal mondo vero che sta fuori...
E forse capiranno che quel calcio alla porta del Palazzo è solo l'inizio .
Ma se loro non lo capiranno,lo sapremo noi...
BUON ANNO GENTE!CHE QUESTO 2013 SIA SOLO L'INIZIO...
ci si vede nelle strade e nelle piazze...

FORZA NUOVA VARESE

Rutilio Sermonti: " E' il momento di aderire a Forza Nuova"



Mi rivolgo alla categoria, non certo oggi maggioritaria ma ancora esistente, degli italiani seri, ossia di quelli che son riusciti, dopo sessant'anni di diluviale scemenza obbligatoria, a non farsi castrare per usi zootecnici dalle sirene a tassametro del Sistema. Includo in essi sia coloro che hanno scelto una qualsiasi forma attiva di lotta, sia coloro che, pur non avendo il coraggio e la fiducia necessari per valicare emarginazioni e delusioni, non hanno mai, nel loro intimo, abbandonato il rifiuto ed il disprezzo per i cascami del tradimento e della sconfitta istallatisi sulle dorate poltrone della c.d. democrazia. La crisi profonda e irreversibile che percuote la Terra sta mostrando, senza possibilità di dubbi, che i nodi di un potere basato esclusivamente sulla capacità di ingannare, non possono mancare di venire al pettine, e quindi sarebbe imperdonabile ingenuità illudersi di superarla servendosi dei mezzi che lo stesso potere pone a disposizione del cittadino, studiati al solo scopo di perpetuare all'infinito il potere stesso. Una siffatta convinzione giustifica appieno la posizione detta "astensionistica", riguardo alle elezioni democratiche, oltre a quell'altra, non meno fondata, che, come dice il popolo, "chi va con lo zoppo impara a zoppicare". Ebbene, dopo sessant'anni di coerenza "in partibus infidelium", di cui mi si da universalmente atto, penso di essere autorizzato a pretendere, ora che l'eta' di 91 anni mi vieta ogni personale ambizione, di essere comunque ispirato solo, a torto o a ragione, da quel che ritengo interesse dell'Italia. Ascoltatemi quindi, anche riguardo all'atteggiamento da tenere nelle prossime elezioni, senza l'aprioristico sospetto che io "demorda", non si sa perchè. Dobbiamo aver presente che non esiste un solo astensionismo, ne esistono due, che ben poco si assomigliano: quello dei "nostri", con precise motivazioni ideali e politiche, e quello, ormai maggioritario, che esprime soltanto disinteresse, sconforto, rinunzia e rassegnazione, quando non pura pigrizia. Il secondo è un male, non un bene, e infatti non dà ai manovratori il minimo fastidio. Ora che siamo giunti al crack dell'intero dominio dei banksters, che chiaramente non possiede in sè alcun rimedio per uscirne, solo la rivolta dei popoli, mistificati e oppressi, può operare il miracolo della rifondazione di una civiltà a misura d'uomo. Lontano dall'"Occidente" civilizzato, esistono già personaggi e regimi che operano e si coalizzano per respingere i tracotanti diktat del mostro in agonia, ma le vecchie nazioni europee, tra cui la nostra, si dimostrano le più gravemente infette e, pur investite in pieno dalla crisi, non mostrano segni di reazioni positive. Ciò deriva dalla stolta e ipocrita "pregiudiziale antifascista", resa giuridicamente e culturalmente obbligatoria, come requisito di accesso a qualsiasi forma di potere e di privilegio. Le persone e i gruppi, a cui questo discorso è rivolto, devono quindi cominciare da principio nell'opera immensa di risvegliare nella popolazione il perduto senso civico, e far leva per la bisogna sull'astensionismo numero due sarebbe folle. Come, allora ? In ogni modo possibile. Qualcuno, chi scrive compreso, si posto allora il problema se uno di quei modi non potrebbe essere, alla prima occasione elettorale, presentare liste con indubbia qualificazione anti-sistema e spietata denunzia della intera classe dirigente politico-finanziaria, nemica della nazione, nell'intento di determinre nei più "svegli" almeno il primo passo dal mugugno alla presa di posizione a matita copiativa. Non v'è dubbio che, per potersi presentare con un simile programma, dopo un campionario interminabile di inganni e di tradimenti, occorra avere precedenti di assoluta limpidità, che non lascino adito a sospetti, e nello stesso tempo possedere un minimo di effettiva consistenza e capacità operativa.. Debbo quindi scendere allo specifico. Il sodalizio che si accinge a compiere l'esperimento è Forza Nuova, sotto la guida di Roberto Fiore. Debbo dire che, passando al setaccio i 15 anni dalla sua fondazione, pur essendo stato talvolta di opinione diversa su un qualche punto, non ho mai incontrato da parte loro ( a introdurmici fu Daniele Dottori, di Cave),nulla di diverso dal massimo rispetto, dalla massima apertura mentale e dall'assoluta purezza di intenti. Anche in qualche precedente incursione elettorale, per cui era opportuno cercare alleanze e collegamenti, mai Forza Nuova si è discostata di una sola linea dalla propria natura e dai propri contenuti, nè ha accettato alcuna condizione limitativa della fedeltà ad essi. Quanto alla persona del suo Segretario Fiore, non difetta certo nè di determinazione nè di coraggio. Prima di FN, egli aveva diretto infatti altro movimento dello stesso fronte (Terza Posizione), che, perseguito e condannato dalla solita magistratura "democratica", nientemeno che per fascismo, e costretto a rifugiarsi per lunghi anni in Inghilterra, non cessava un'ora di combattere la stessa guerra e, appena resogli possibile il rientro in patria, scendeva subito in campo con Forza Nuova. Altro merito che gli si deve riconoscere è di sapersi scegliere collaboratori di tutto rispetto, come quelli attuali, a cui si debbono i continui progressi numerici, qualitativi e territoriali che il Movimento ha potuto conseguire in questi anni. I requisiti cui sopra accennavo, ci sono quindi tutti. A nessun forzanovista (nè a me) frulla per il capo di risolvere il problema vincendo le elezioni ! Ma gli esiti positivi di una buona affermazione ( nel momento in cui tutti concorrenti possono contare solo sulle loro "clientele") non possono sfuggire a nessuno. Diffusione di un clima di maggior fiducia tra gli uomini di buona volontà; rottura della congiura del silenzio che è l'arma più insidiosa della stampa "embedded", abitudine alla collaborazione tra sigle diverse, che, dai "ludi cartacei" prossimi dovrebbe estendersi a ben altre tenzoni ed altre sinergie; collaudo dei meccanismi umani con cui tutti noi ci stamo preparando ad affrontare la sovrumana impresa che il destino, a noi, e solo a noi, riserba. E' un modesto collaudo, d'accordo. Ma potrebbe servire per cominciare, e chi non comincia non finisce. Tutto dipende, però dalla condizione indispensabile che anche i camerati di orientamento astensionista (come me, ad esempio) comprendano che mai come in questo momento sia doveroso fare un'eccezione, e si affianchino toto corde agli attivisti e ai pubblicisti di Forza Nuova. Non farlo per sentirsi "puri" sarebbe segno solo di ottusità. Ascoltate, col rispetto dovuto, l'accorato appello di un vecchio guerriero, se qualcosa di utile è riuscito a insegnarvi. Ecco: al massimo posso concedere questo: se qualcuno è proprio invincibilmente allergico a fare il galoppino elettorale, fosse pure per Muti o Pavolini redivivi, taccia! Ma si astenga in modo assoluto dal remare contro. A mio parere, principi o non principi, sarebbe tradimento.
 Rutilio Sermonti FORZA NUOVA

sabato 29 dicembre 2012

Firme per le elezioni

Come tutti ben sapete a febbraio ci saranno le elezioni sia Nazionali che Regionali.
E' vitale e importante che Forza Nuova sia presente ad entrambe le competizioni elettorali.
Per far si che questo possa avvenire è necessario raccogliere un determinato numero di firme.
Abbiamo già iniziato da ca un mese, come Forza Nuova Varese la raccolta delle Firme. Si rende però necessario che Tutti, militanti,simpatizzanti e tesserati firmino e facciano firmare i moduli elettorali di Forza Nuova.


Come si Firma e dove.

Per firmare basta un documento di identità valido e apporre la propria firma nel modulo elettorale.
Dove: presso la sede di Varese di Forza Nuova, presso i gazebo che stiamo tenendo in tutta la provincia di Varese oppure siamo disposti a venire presso il vs domicilio con appuntamento.

Appuntamento gazebo Forza Nuova Varese.

Sabato 29 12 2012 dalle ore 14.30 
Domenica 30 12 2012 ore dalle ore 14.30

per informazioni contattare Federico 338 7573557
oppure chiamare Gianfranco.

sabato 22 dicembre 2012

Varese: Forza Nuova tra la gente anche con il freddo. Ecco le iniziative


VARESE - L'incombere della stagione invernale ha come costanti l'esponenziale aumento delle precipitazioni e la brusca diminuzione delle temperature. La partitocrazia “tradizionale”, in questo particolare periodo si rintana nelle proprie sedi, nei circoli e delega a servili pennivendoli della (dis)informazione locale e nazionale il compito di “apostoli” fra la gente. Al contrario Forza Nuova, dalla sua fondazione predilige le strade e le piazze come luoghi ideali per ascoltare le comuni problematiche e proporre le proprie soluzioni. A seguire il resoconto delle ultime due settimane:
Svolti cinque banchetti propagandistici ( sabato mattina 1/12 presso il mercato comunale di Busto Arsizio, sabato pomeriggio 1/12 in Via Milano a Busto Arsizio, Domenica pomeriggio 2/12 in C.so Matteotti a Varese, sabato pomeriggio 8/12 in P.zza Carducci a Varese, domenica pomeriggio 9/12 in P.zza XX Settembre a Varese) distribuita un'interessante sintesi programmatica e raccolte decine e decine di sottoscrizioni utili la presentazione delle liste del Movimento alle imminenti consultazioni regionali e nazionali. In due occasioni inoltre, l'attivismo militante varesino ha oltrepassato i confini provinciali: nelle mattinata di mercoledì 5 dicembre i giovani di Lotta Studentesca (emanazione giovanile del Movimento) hanno partecipato a Pavia presso l' ITIS Cairoli ad un presidio di protesta indetto a causa della decisione del Comune di destinare quarantacinquemila euro alle scuole private << mente la scuola pubblica cade letteralmente a pezzi, mentre mancano i fondi per il materiale didattico, per i laboratori il Comune destina quarantacinquemila euro a cinque istituti privati. E' una vergogna! >> tuona Matteo Sfondrini, responsabile LS Pavia che continua << in questa direzione il sapere viene mercificato, e di fatto si ostacola realmente il diritto allo studio a tutti quei ragazzi che non vogliono, non possono sborsare rette annuali a tre zeri>> nella serata di domenica 9/12,invece, il nucleo forzanovista dell'alto varesotto insieme alla comunità militante dell'olgiatese ha realizzato e posto a Olgiate Comasco, sulla cancellata del centro congressi Medioevo uno striscione recante la scritta: “GIROTONDI E CANZONETTE? PIOMBO DI STATO UNICA SOLUZIONE!” rivolto al locale circolo del PD ( organizzante nella serata di lunedì 10/12 un'assemblea pubblica intitolata “contro tutte le mafie” ospitante fra l'altro l'On. Walter Veltroni membro della commissione parlamentare antimafia) ed alla partitocrazia istituzionale in generale, rea di impersonificare , da ormai settant'anni a questa parte, politiche parolaie e inconcludenti nella lotta alla criminalità organizzata << mentre si indicono serate musicali, convegni, cortei, “carovane” la mafia uccide, estorce, compie violenze e abusi, praticamente indisturbata, sostituendosi al potere sovrano dello Stato. La risoluzione di questa gravosa problematica può avvenire esclusivamente attraverso i commissariamenti, l'intervento massiccio dell'esercito, il carcere duro e se necessario anche le esecuzioni. I mafiosi siciliani, i camorristi, gli affiliati all ' Andrangheta e alla Sacra Corona Unita arresteranno il loro infame operato solo quando ritorneranno ad avere paura dello Stato, paura della Legalità, paura della Giustizia >> Russo Federico, referente forzanovista per la bassa comasca e l'ogiatese e responsabile organizzativo della sezione di Varese. (riceviamo e pubblichiamo)

I prossimi appuntamenti saranno:
Domenica 23/12 dalle 14 alle 19 banchetto a Varese in P.zza San Giuseppe

mercoledì 19 dicembre 2012

Fiore (FN): " scengeggiata Benigni, ecco come vengono speso i soldi degli Italiani"

L'onorevole Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, in merito all'ennesima sceneggiata di Roberto Benigni, pagata a peso d'oro dalla Rai, e quindi da tutti i cittadini italiani, dichiara: " Forza Nuova non può che considerare offensivo, vergognoso ed immorale la decisione dei vertici della televisione pubblica di pagare, poco meno di 6 milioni di euro, lo spettacolo in prima serata di Roberto Benigni sulla costituzione italiana. In un momento di grave crisi economica, la Rai non trova di meglio da fare che pagare come uno sceicco un attore di "regime" per uno spettacolo di dubbio gusto. Idolatrare una costituzione come quella italiana, vecchia e lontana anni luce dalla realtà di tutti i giorni ( la repubblica sarebbe fondata sul lavoro !), e per di più essere strapagati, rappresenta la classica immagine di un'Italia forte con i deboli e debole con i forti. Forza Nuova artefice di un Italia profondamente diversa, grande ed indipendente, ha tra i punti cardine del suo programma politico, il radicale cambiamento dell'ordinamento statale. Forza Nuova invita i cittadini italiani al boicottaggio del canone Rai e si fa promotrice di una proposta di legge per dare finanziamenti alle emittenti locali, uniche a fare servizio pubblico".

domenica 9 dicembre 2012

Fiore (Forza Nuova): Monti si dimette? Il suo governo il peggiore della storia d’Italia


Il Segretario Nazionale di Forza Nuova On. Roberto Fiore, in merito alle dimissioni di Mario Monti, annunciate dallo stesso  presidente del consiglio, dichiara: “ Forza Nuova chiede l’immediato scioglimento delle camere per poter andare a votare il prima possibile. Il governo Monti sarà ricordato come uno dei peggiori dell’Italia repubblicana: il debito pubblico è vertiginosamente aumentato, il livello di disoccupazione giovanile è ai massimi storici, i suicidi a causa delle politiche economiche folli del governo sono una triste realtà, i piccoli imprenditori stanno scomparendo, e l’assoggettamento al potere criminale finanziario – bancario non conosce vergogna.
Per Forza Nuova, unico movimento politico che ha da sempre considerato l’ avvento dall’alto di Mr Monti non come una benedizione, ma come una disgrazia per l’Italia e gli italiani,  oggi rappresenta un giorno di festa, un primo passo per quella rivoluzione italiana che il Movimento si fa promotore.
Il caos della situazione politica italiana, la gravità della situazione economica e le grida di disperazione di centinaia di migliaia di persone che non ricevono più stipendi o il cui salario è totalmente insufficiente al mantenimento di una famiglia, l’avanzata devastante di debito e usura nelle maglie della società italiana, sono la premessa di un rivolgimento politico che non può essere messo in atto dal sistema o da movimenti quale quello di Grillo.
In questo momento Forza Nuova non si accontenta di configurarsi come ” l’unica
opposizione” ma ha il coraggio di affermare, grazie alla credibilità del proprio programma e agli uomini e alle donne di valore che ha aggregato in anni di lotta, di “essere gli unici a poter salvare l’Italia”.

Forza Nuova, nel continuare la sua campagna nazionale “ ARRESTATELO” contro Mr Monti, annuncia fin da ora che  sarà nuovamente in piazza assieme agli italiani con manifestazioni in ben 12 città d’ Italia contemporaneamente, sabato 15 dicembre, con la sua determinazione, la sua estraneità al sistema, la sua volontà rivoluzionaria, per chiedere l’immediato ritorno alle urne.





                                                                                                          On. Roberto Fiore
                                                                                                     Segretario Nazionale FN

mercoledì 5 dicembre 2012

Culle vuote ad occidente

"FORZA NUOVA DIXIT.... SONO ANNI CHE IL MOVIMENTO RIPETE QUELLO CHE NESSUN PARTITO ED ISTITUZIONE HA IL CORAGGIO DI AMMETTERE...
SE NON SI INVERTE LA ROTTA,SE NON SI ABROGANO LE LEGGI ABORTISTE E NON SI RECUPERA UNA CULTURA DELLA FAMIGLIA E DELLA CRESCITA DEMOGRAFICA,
L'ITALIA RISCHIA L' ESTINZIONE..."
NOI NON DICIAMO CIO' CHE E' BELLO SENTIRE,DICIAMO CIO' CHE DEVI SENTIRE: LA VERITA'!!

Sembra il sequel del film “I figli degli uomini”, ma il copione non l’ha scritto P. D. James. Dall’Italia alla Germania, spira un vento di abissale inverno demografico. A Madrid è uscito il libro di Alejandro Macarrón Larumbe dal titolo emblematico, “El suicidio demográfico de España”. Dagli attuali 47 milioni di abitanti, la Spagna è destinata a passare a 35 milioni in trent’anni. “La Spagna sta attraversando una grave crisi economica, ma alla fine molto più pericolosa, anche se vi si presta poca attenzione, è la crisi demografica”. 
Secondo i dati recenti dell’Instituto Nacional de Estadística, rispetto al 2011 c’è stato ben il 3,5 per cento in meno di figli in Spagna. La fertilità è scesa al tasso irrisorio di 1,35 figli per donna, 1,31 per le donne spagnole native. Scrive Macarrón Larumbe che “in ventuno province spagnole su cinquanta, ci sono più morti che nati”, e senza il contributo dei bambini degli immigrati, il numero di province con popolazioni in declino sarebbe stato di almeno quaranta. “L’età media del popolo spagnolo è in aumento senza sosta, a un ritmo di un anno di età ogni quattro anni”. Larumbe parla della “morte demografica a cui ci siamo condannati da quando abbiamo insieme deciso di ignorare il più fondamentale di tutti gli istinti di sopravvivenza, avere dei figli”.
Anche in Italia un libro prende di petto la questione dell’eclisse demografica. Scrive l’ex governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, nel suo recente saggio “Sviluppo e declino demografico in Europa e nel mondo” (edizioni Marietti), che la popolazione italiana – al pari di quella giapponese – è la più invecchiata del mondo. “Se non ci saranno aumenti nei prossimi decenni per l’indice di fertilità, nel corso di due generazioni il numero delle donne italiane e quindi degli italiani sarà dimezzato”. In generale per l’Europa, Fazio sostiene che “popolazioni con tendenze in atto come quelle rilevate e sommariamente descritte nei paesi europei sembrano condannare queste popolazioni nel giro di qualche generazione a una sorta di eutanasia sociale”.
Secondo i dati più recenti, raccolti e diffusi dall’Economist, su quindici paesi europei che hanno riportato il tasso di fertilità relativo al 2011, undici hanno assistito a un tragico declino. Anche il gigante tedesco affonda. Uno studio pubblicato dall’Istituto federale per la ricerca sulla popolazione indica un trend nichilista: “In Germania si è fatto strada l’ideale di una rinuncia volontaria ai figli”. Il trend tedesco è persino peggiore di quello della Spagna, tanto che il settimanale tedesco Spiegel ha titolato un lungo servizio “Una terra senza figli”. Nel 1910, al tempo della Belle Epoque, due milioni di bambini nascevano ogni anno in Germania. Un secolo più tardi, con il cinquanta per cento di persone in più, ne sono nati meno di 700 mila all’anno, di cui oltre 200 mila da genitori stranieri. Il numero delle nascite in Germania è sceso ai livelli del Dopoguerra. Il tutto nonostante gli incentivi del governo a ribaltare il trend in quella che è la più fiorente economia d’Europa.
“Italia, Grecia, Portogallo e Austria, insieme ad altri paesi europei, hanno un profilo demografico allarmante”, scrive Macarrón Larumbe, che chiude il libro con una tetra profezia: “Senza la risorsa più preziosa che esista, l’essere umano, non ci sarà prosperità in futuro, a eccezione di cimiteri e villaggi abbandonati”.
Per avere una popolazione stabile sul piano demografico occorre un tasso di fertilità di 2,1 figli per donna. Le statistiche dell’Onu, da poco diffuse, sono una condanna a morte per l’Europa: Grecia (con un tasso di fertilità pari a 1,46), Portogallo (1,36), Italia (1,38) e Germania (1,36) sono le più deprimenti. Francia (1,97), Inghilterra (1,83) e Svezia (1,9) fanno meglio, ma soltanto grazie a una nutrita presenza di immigrati. Adesso paragoniamo le cifre degli stessi paesi negli anni Sessanta: Grecia (2,27), Spagna (2,7), Portogallo (3,29), Italia (2,29), Germania (2,3), Francia (2,7), Inghilterra (2,49) e Svezia (2,23).
Austin Ruse, presidente del Catholic Family and Human Rights Institute, ha appena dichiarato che “il mondo si trova di fronte a un inverno demografico”. L’Unione europea è la regione del mondo che presenta il più basso tasso di fecondità (1,47 figli per donna) e la più alta percentuale di popolazione ultrasessantaquattrenne (16,4 per cento degli abitanti nell’Europa dei dodici). E’ anche l’unica area del mondo dove gli ultrasessantaquattrenni sono più numerosi dei bambini (i minori di quattordici anni sono solo il 16,2 per cento). L’Europa sfigura non soltanto nel confronto coi paesi del Nordafrica e medio oriente (3,4 figli per donna, 3,6 per cento di anziani, 37,8 per cento di bambini), cioè l’area da cui proviene la maggior parte dei suoi immigrati, ma anche con gli Stati Uniti, dove il tasso di fecondità è pari a 2,1 figli per donna, gli anziani sono il 12,3 per cento della popolazione, i bambini il 21,7 per cento.
Le cifre sono la conferma di una serie di saggi di successo che hanno raccontato la spaventosa crisi demografica in cui sono piombate le società più ricche, avanzate e libere del mondo. Libri di recente pubblicazione, come “The empty Cradle” di Philip Longman e “Fewer” di Ben J. Wattenberg, hanno descritto le potenzialmente tragiche conseguenze di questo declino. Da mesi i giornali liberal che un tempo si preoccupavano per gli orrori di una “esplosione della popolazione” (come nell’implacabile Anne Ehrlich, autrice nel 1968, con il marito Paul, del famigerato “The Population Bomb”, in cui per il 1980 prediceva l’estinzione dei cetacei e la trasformazione della Gran Bretagna in landa poverissima) oggi si domandano se le società libere hanno davvero “intenzione di sopravvivere”. In questo momento la risposta, con poche eccezioni, è no.
I dati raccolti da Longman e Wattenberg sono illuminanti. Numerose nazioni, tra cui la Russia, la Spagna, l’Italia e la Repubblica ceca, hanno un tasso di natalità tra 1 e 1,3 e sono già caratterizzate da una rapidissima riduzione della propria popolazione. Il collasso è iniziato.
Vi è anche una preoccupazione di carattere economico, che si registra in questi due anni di crisi. Ha titolato di recente il magazine americano Forbes: “Cosa c’è dietro al declino dell’Europa? La demografia, stupido”. In uno studio commissionato dall’Unione europea, la Rand Corporation ha denunciato che “la riduzione del capitale umano” è accompagnata da una potenziale riduzione di produttività, da una conseguente pressione sul “sistema pensionistico e di previdenza sociale” e da una minore capacità di “assistere la sempre più numerosa popolazione anziana”. Dunque meno lavoratori, più pensionati e una crisi fiscale per il welfare europeo. Una popolazione più anziana possiede minori capacità innovative e imprenditoriali, ed è quindi meno in grado di stimolare adeguatamente lo sviluppo dell’economia nazionale. Per di più, gli stati che costringono i giovani a pagare tasse più alte per mantenere la popolazione anziana non fanno altro che rendere più difficile per le nuove generazioni la creazione di una famiglia. Il serpente si morde la coda in un circolo vizioso di ristagno economico e di invecchiamento della società che il saggista americano Eric Cohen chiama “la via dell’estinzione”. L’Economist, portando dati dell’Osce, scrive che con questo calo demografico anche la crescita della Germania scenderà sotto l’1 per cento.
La nostra epoca e la nostra civiltà non sono le prime a subire una crisi demografica. “Nella nostra epoca”, scrive Polibio attorno al 150 a. C., “tutta la Grecia è stata caratterizzata da una riduzione nel tasso di natalità e da una generale diminuzione della popolazione, a causa della quale le città sono diventate deserte e le campagne hanno smesso di dare raccolti”. Sembra di leggere lo studio scientifico del direttore del Max Planck Institute, James Vaupel, “A Generation of Centenarians?”, pubblicato dal Washington Quarterly.
Vaupel spiega che “i tassi di fecondità sono particolarmente difficili da prevedere”. La sua ricerca rivela che la metà dei demografi pensa che i tassi di natalità bassissimi di Giappone, Italia e Germania siano un fenomeno transitorio. Ma l’altra metà dei demografi pensa che bassi tassi di fertilità, a livelli tra una media di 1 e 1,5 figli per donna, siano suscettibili di essere un modello per molti decenni. Vaupel sposa la tesi dei secondi.
“La distribuzione per età della popolazione si sposterà da orde di bambini a folle di persone anziane. Le famiglie note per essere orizzontali – la gente aveva molti cugini, ma pochi nonni viventi – in futuro saranno verticali, con pochi cugini ma con quattro o addirittura cinque generazioni che vivono contemporaneamente”. In questo clima di abisso demografico che imperversa sui paesi a sviluppo avanzato, l’Italia, come illustra bene Fazio nel suo libro, si caratterizza per essere da tempo ai vertici nel panorama mondiale della bassa fecondità. “L’Italia sta andando verso un lento suicidio demografico”, ha detto anche il cardinale Angelo Bagnasco. Anche le previsioni di Vaupel sono molto fosche per l’Italia: “Se i tassi di crescita restano bassi, la popolazione italiana potrebbe essere di dieci milioni alla fine del XXI secolo”. “L’Italia, diventata il paese più vecchio del mondo con una natalità che è sprofondata, prefigura la demografia di domani nei paesi ricchi”, ha scritto il quotidiano francese Libération. Uno scenario più volte evocato anche dal massimo demografo italiano, Antonio Golini, docente alla Sapienza di Roma, il quale ha detto che “l’estinzione degli italiani nei prossimi centocinquant’anni anni è uno scenario ipotetico, basato su dati reali”.
In Italia il numero di nascite è stato soverchiato dal numero di morti ogni anno dal 1994. Adesso siamo a quella che i demografi chiamano “fertilità più bassa possibile”. Non ci sono precedenti. Già oggi, è in pensione il 22 per cento della popolazione italiana, uno dei tassi più alti al mondo, e il paese devolve il 15 per cento del prodotto interno lordo al sistema pensionistico: più di ogni altro paese europeo. Se è vero che non c’è paese in Europa dove la gente ha abbastanza figli per sostituire se stessa, l’Italia è il primo paese al mondo a fare esperienza del cosiddetto “punto di non ritorno”, quando il numero di persone sopra i sessant’anni eccede il numero di coloro che sono sotto i venti.
La peculiarità del punto di non ritorno dell’Italia è che è considerato “irreversibile”. Secondo le proiezioni demografiche, è altamente improbabile che il numero di persone sotto i vent’anni sarà mai in grado di eccedere ancora il numero degli ultra sessantenni. Statistiche del National Institute on Aging negli Stati Uniti dicono che entro vent’anni il 32,6 per cento della popolazione italiana avrà 65 anni. Trentacinque anni fa, il 9 per cento della popolazione italiana era composta da bambini con meno di cinque anni. Oggi questi bambini formano appena il 4,2 per cento della popolazione. I bambini stanno scomparendo dall’Italia. Secondo la Population Division delle Nazioni Unite, nel 2050 saranno appena il 2,8 per cento della popolazione italiana.
A testimoniare la debolezza della lettura welferista del declino demografico, cioè che i bambini non nascono a causa della mancanza di risorse, ci sono i dati sulla concentrazione del crollo della popolazione. Più presente infatti nell’Italia centrale e del nord industrializzato, le parti più ricche del paese. La città più fertile d’Italia è Napoli, la “capitale dei disoccupati”. Il distretto finanziario di Milano ha uno dei tassi di natalità più bassi al mondo. Genova, storica città industriale, è tristemente nota per avere la proporzione di anziani per giovani più alta al mondo. E se si deve individuare un “ground zero” di questa epidemia di fertilità si deve andare a Bologna, la città della cultura per eccellenza in Italia. Bologna ha più donne laureate di ogni altra regione italiana, la vita è confortevole, il cibo è il migliore e i manichini delle boutique di lusso adornano i marciapiedi medievali. Ma ci sono più chiese rinascimentali che bambini e le donne fanno meno di un figlio. Prendendo di mira anche l’Italia, nelle pagine della rivista Foreign Policy proprio Philip Longman, uno dei più illustri esperti di demografia a livello mondiale, ha scritto che il problema oggi è quello contrario alla sovrappopolazione: una inesorabile “sottopopolazione”.
Nel XIV secolo, l’epidemia ha spazzato via l’80 per cento della popolazione italiana. Nel XXI secolo, sta scomparendo per scelta. Il massimo demografo francese, Jean-Claude Chesnais, autore del saggio “Le crépuscule de l’Occident”, sostiene che è un fenomeno ineludibile, “un ciclo naturale delle civiltà, forse qualcosa di inevitabile”. E c’è persino chi, come Mark L. Haas, predice l’avvento di una “pace geriatrica”, una sorta di grande stasi demografica, grigia e inerte. L’esperto di demografia all’American Enterprise Institute di Washington, Nicholas Eberstadt, sostiene che in questo scenario non si possono fare pronostici: “Quello che sta accadendo non era mai successo nella storia dell’umanità, è una terra incognita. Se continua così in una generazione ci saranno paesi in cui i soli familiari di sangue saranno i propri genitori. Non è possibile concepire come sarà questo mondo fra cinquant’anni”.

domenica 2 dicembre 2012

Anche Forza Nuova dice no alla domenica dei negozi


Gentile direttore,
Si apprestano le elezioni politiche che avverranno nella primavera del prossimo anno.
Come al solito tutti i partiti presenti in parlamento (ma proprio tutti,nessuno escluso)incominciano a riempirsi la bocca con le solite poesie in rima delle loro buone intenzioni per il futuro,con le loro promesse a costo zero,con gli impegni che sanno già ora di non potere e non volere mantenere (loro,questa è la verità nuda e cruda,che sono i reponsabili principali della gravissima crisi che questa nostra nazione sta attraversando).
Ora è quantomeno curioso che tra i tanti dilemmi che attenagliano questi personaggi in cerca d' autore ci siano cose di cui agli italiani non può fregare di meno e di cui abbiamo sentito parlare sino alla nausea.
Eppure non esiste un solo partito di tutti quelli che scaldano i seggi parlamentari a parlare forte e chiaro contro la negazione del diritto al riposo domenicale da parte dei lavoratori. Persino quelli che si atteggiano come sepolcri imbiancati alla difesa dei valori cristiani tacciono con un silenzio assordante.
Abbiamo letto, e ce ne rallegriamo,come sia stata la Conferenza Episcopale Italiana e con essa la Confesercenti Varese a riempire questo vuoto criminale lasciato dalla politica dei parrucconi di palazzo..
Su questo tema hanno lanciato la campagna "Liberala domenica", una raccolta di firme per cambiare la legge sulle liberalizzazioni, che risale al 2006, e riportare la regolamentazione del commercio alle regioni(anche se in proposito è utile ricordare ai distratti che la Lombardia del cattolico Formigoni e della Lega sul tema aveva già anticipato i disastri nazionali).
Cesare Lorenzini, presidente di Confesercenti, parla di «problema serio». Tanto serio che domenica scorsa sul sagrato della basilica di San Vittore in meno di un'ora sono state raccolte dal vice delegato Alessandro Milani circa 100 firme.Forza Nuova Varese,come già affermato in tempi non sospetti ,con la propria solidarietà espressa ai lavoratori dell' Azienda Lascor di Sesto Calende, afferma ancora in maniera decisa ed intransigente che non è ammissibile che, per logiche di liberismo e di mercantilismo selvaggio ,dirigenti , sindacati e politici (uniti in uno"strano"connubio) impongano ai dipendenti del settore secondario o terziario lo sradicamento di un giorno da dedicare al proprio Dio (domenica non è un giorno qualsiasi per i cristiani),alla propria famiglia,alle proprie passioni,al meritato riposo.
Non è ammissibile che la grande distribuzione ,il commercio vampiresco che desertifica le città ed i paesi, lo faccia con il ricatto morale dell'assunzione (quasi sempre precaria) o del licenziamento dei lavoratori.
Non è ammissibile che attraverso questi mezzi da imbonitori si tenti di soffocare con una concorrenza sleale le piccole attività che non riescono ,non possono avere gli orari degli squali del commercio.
A costo di ripeterci, ribadiamo con forza l'idea che non è solo una questione di tradizione religiosa, ma è una necessita fisica e psicologica di ogni persona potere riposarsi in pace una volta ogni sette giorni, insieme alle persone con cui vive.
A cosa serve il lavoro, se non è possibile godere il frutto del sudore della propria fronte in serenità?A cosa serve il lavoro, se non è possibile condividere con altri la bellezza di una giornata in cui ogni azione è meno banale, meno frenetica,più umana?
A cosa serve il lavoro se il padre o la madre (il commesso o la commessa nel caso del commercio)che portano a casa il sudato stipendio non sono mai presenti con i propri figli e con i rispettivi coniugi?
Il lavoro nobilita l' uomo; questo è vero. Ma questo avviene se esso è inteso come strumento di elevazione del proprio operare,strumento utile a soddisfare i bisogni non solo banalmente consumistici di una comunità, ma anche intellettuali, affettivi, familiari.
Questo avviene se il lavoro è inteso come strumento per intrecciare relazione formative sotto ogni aspetto,per sviluppare le proprie potenzialità, per porre le basi di una crescita personale che non si limita solamente nel lavoro.
Piena adesione quindi da parte del movimento Forza Nuova a questa battaglia di civiltà, complimenti alla Cei ed a Confesercenti che dimostrano di avere più senso del reale e coraggio dei parolai di altri partiti e di altre associazioni di categoria.
Sarebbe anche ora che la gente aprisse gli occhi e capisse che la politica dei buffoni di centro-destra o centro-sinistra è buona per i telegiornali della sera,non per la vita reale.
E che solo Forza Nuova come movimento politico difende integralmente il diritto dei lavoratori al riposo domenicale.
Se deve essere una politica alternativa ai soliti noti, che lo sia veramente...

Forza Nuova Varese

martedì 27 novembre 2012

Il governo dei Bilderberg

L'Europa è ormai tutta felicemente conquistata.Il programma messo a punto dalla società segreta Bilderberg nella riunione del maggio 2009 è stato quasi del tutto realizzato. Diciamo meglio: dato che la parte più difficile e tuttavia indispensabile era quella riguardante la liquidazione delle nazioni d’Europa, essere riusciti a impadronirsene è il segnale che ormai l’opera è al sicuro, nulla potrà più ostacolarne il completamento. Le bandierine del Bilderberg sventolano allegramente sui colli e le torri europee più importanti. La Banca centrale europea ne è per certi aspetti il capolavoro. Attraverso la Bce il Bilderberg ha in mano la vita di quasi tutti gli Stati che, con una decisione illegittima e assurda dei loro governanti, hanno rinunciato a battere moneta e si sono consegnati alla volontà di coloro che ne sono i padroni (partecipanti al patrimonio): Beatrice d’Olanda, il principe Constantjin, Sofia di Spagna, Philippe del Belgio, David Rockfeller, Filippo di Edimburgo, Mario Draghi (in quanto partecipante della Banca d’Italia), tutti membri del Bilderberg e presenti alla riunione del 2009. Le partecipazioni degli Stati sono in percentuali minime e forse servono, oltre che a salvare le apparenze, anche a ricompensare i politici per la loro rinuncia alla creazione e alla gestione della moneta. Cosa avevano deciso i membri del Bilderberg nella riunione del 2009? Volendo raggiungere come meta finale la realizzazione di un’unica civiltà planetaria, ne erano state predisposte le tappe (ormai per quanto riguarda l’Occidente quasi raggiunte): la distruzione delle identità nazionali, da perseguire attraverso la sovversione dei valori che vi si fondano e l’eliminazione dei singoli Stati; il controllo centralizzato di tutti i sistemi educativi di cui l’avvio è stato dato in Europa con il Trattato di Maastricht e la cosiddetta “armonizzazione” dei programmi scolastici; il ripudio delle discipline storiche e del loro insegnamento in quanto possibile ostacolo nei giovani all’accettazione del Nuovo Ordine Mondiale e al superamento psicoaffettivo del valore della patria, della tradizione, dei costumi in tutti i campi; il controllo delle politiche interne ed estere, come già avviene in Europa attraverso l’esame preventivo delle finanziarie e i vari trattati sui confini, sull’immigrazione, sull’uguaglianza dei diritti; una lingua unica, che è quella già in uso e che a poco a poco tutti sono obbligati ad adoperare: l’inglese. Il perno sul quale i bilderberghiani si fondano in tutti i loro progetti è però sempre quello finanziario visto che, tramite le banche e le speculazioni di Borsa, riescono a guidare concretamente ogni tipo di politica riducendo a propri esecutori gli uomini di governo dei singoli Stati. L’instaurazione di un mercato unico e di una moneta unica è quindi la meta più importante; ma essere riusciti, con la creazione dell’euro, a eliminare quasi tutte le monete europee rappresenta la loro vittoria più significativa in quanto segnala che il progetto finale è sulla via del traguardo. Di fatto tutta l’operazione “Unione europea” è stata pensata come una specie di esperimento la cui riuscita avrebbe confortato i progettisti nel proseguire sulla stessa strada. Nessuno creda che le crisi finanziarie, l’impoverimento dei popoli, l’eccesso di tassazione, siano per il Bilderberg segnali negativi, tutt’altro: era programmato che sarebbero stati questi gli strumenti con i quali giungere alla meta. Come abbiamo potuto vedere attraverso quello che è successo in Italia, il colpo di forza con il quale un banchiere è diventato capo del governo ha avuto come “giustificazione” il crescere del debito, il differenziale sempre più alto con i titoli tedeschi; ma per chi è padrone del gioco di Borsa provocare tali squilibri è facilissimo, tanto più quando i manovratori sono d’accordo sul da farsi essendo tutti membri del Bilderberg o dei suoi rami più importanti, quali la Trilateral Commission e l’Aspen Institut: Mario Monti, Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Carlo Azeglio Ciampi, Romano Prodi, José Barroso, Giuliano Amato, Vincenzo Visco, Enrico Letta… Tutti nomi citati più volte e da diversi autori, oltre me, negli anni scorsi, quali per esempio Daniel Estulin con il suo “Il Club Bilderberg” pubblicato nel 2005, Marco della Luna con “Euro schiavi” anch’esso del 2005, Elio Lannutti con “La repubblica delle banche” pubblicato nel 2008, senza che nessuno li abbia mai smentiti. Dunque possiamo constatare che tutte le previsioni si sono avverate: gli Stati d’Europa hanno perso la sovranità, l’identità, le loro ricchezze e quelli più difficili da domare a causa della loro creatività, del loro attaccamento alla propria storia, alla propria indipendenza, quali la Grecia, l’Irlanda, la Spagna, l’Italia, sono stati ridotti, tramite la pressione sui titoli sovrani, a dipendere dalla “generosità” dei banchieri con una nuova, orribile immagine di sé, quella di “mendicanti”, di possibili ladri cui è pericoloso prestare soldi se non danno se stessi e i propri figli in garanzia. I banchieri hanno adesso finalmente raggiunto il loro ultimo scopo: darsi la mano diventando interscambiabili con i politici e proclamando così apertamente che è iniziata una nuova era: il Regno dei Banchieri. Avevo scritto due anni fa, nella Dittatura europea, che avrei creduto a questa ricostruzione, che pure ero stata io stessa a fare con puntigliosa, scrupolosissima ricerca, il giorno in cui avessi visto i banchieri mettersi al posto dei politici. E’ proprio quello che è avvenuto. Ed è avvenuto - cosa incredibile - con l’aiuto, la complicità dei politici. Ho tante volte interrogato negli anni scorsi i maggiori leader del mondo politico, religioso, industriale, giornalistico sul perché avessero accettato in silenzio di uccidere se stessi, insieme all’ Italia, senza riuscire ad avere una risposta. Oggi però non possono continuare a tacere e consegnarsi alla storia come dei vigliacchi traditori della propria nazione e del proprio popolo. E’ indispensabile che si scuotano dalla passività nella quale sono sprofondati e si convincano che la desertificazione attuale dei partiti, l’assenteismo e il ripudio degli elettori, perfino la corruzione che ha invaso tutte le istituzioni, sono la conseguenza di questo tradimento perché nessuno ha più davanti a sé una patria da difendere, un valore collettivo in cui credere, un futuro in cui sperare e da costruire per i suoi figli. 

il governo degli onesti e dei tecnici condona una truffa colossale


98 MILIARDI di euro equivalgono a ben 5 manovre economiche. Sono i soldi che alcune concessionarie di slot machine avrebbero dovuto allo Stato secondo una indagine della Finanza. Di quei 98 MILIARDI   (lo scrivo maiuscolo perché sia chiaro che non sono milioni) ne abbiamo recuperati 2,5 in primo grado. Gli altri 96, che potrebbero impedire i tagli al welfaire, che potrebbero diminuire i costi del lavoro e creare occupazione, che potrebbero essere dati al volontariato per sostenerlo nella fondamentale opera sociale, che potrebbero evitare tagli lineari alla sanità, che potrebbero permettere incentivi per gli insegnanti, che potrebbero andare all'università per abbassare le rette e alla ricerca delle energie alternative, che potrebbero impedire i tagli alle forze dell'ordine e quindi alla sicurezza dei cittadini, che avrebbero potuto impedire di portare l'IVA al 21% e il rialzo che arriverà, che avrebbero potuto impedire l'IMU sulla prima casa ecc. 
Quei NOVANTASEI MILIARDI DI EURO mancati che potrebbero perfino abbassare parte del nostro debito pubblico, neanche un governo che parla ogni istante di rigore, che chiede ai cittadini lacrime e sangue, che taglia da una parte, quella essenziale per la persona, e aumenta dall'altra i costi della vita, rendendoci tutti un po' più poveri: insomma tutti uguali nella povertà, niente più classi intermedie. Solo i "poveri" (la maggioranza) da una parte e i ricchissimi (pochi) dall'altra. Situazione che mi ricorda regimi che spero non tornino mai. 
Prima del 2002 le slot machine(o videopoker) erano illegali e facevano gola alla criminalità organizzata che se l'è vista brutta quando lo Stato ha giustamente deciso di  regolarizzare il settore.Lo ha fatto obbligando i gestori a collegare ogni macchina al sistema telematico di controllo della Sogei, società di Information and Communication Technology del Ministero dell'Economia e delle Finanze. In questo modo non può sfuggire nessuna giocata al controllo e l'entrata delle tasse è garantita.  Ma a quanto pare le società non hanno provveduto. Di chi è la colpa? Questo è uno dei temi del procedimento a loro carico. Di certo il mancato allacciamento ha permesso di risparmiare, e molto, sulle tasse. Possiamo chiamarla evasione fiscale? le società concessionarie si erano impegnate perché tutto funzionasse a puntino ed è per questo che parte cospicua della sanzione, oltre ai sospetti di evasione, è costituita da quelle che vengono definite “inadempienze contrattuali”. Che prevedevano, nero su bianco, penali severissime. «Fare un contratto con lo Stato è una cosa seria o no?», si chiede il pm. La risposta è ancora appesa nell’aria. Così come la decisione finale sui 98 MILIARDI. C'è poi il caso del colonnello Umberto Rapetto, per anni comandante del Nucleo speciale  frodi telematiche, “dimessosi” recentemente, che ha suscitato non poche perplessità soprattutto nel mondo di internet. Ci sarà un fondo di verità in quanto sostiene la rete?
Quei 98 MILIARDI equivalgono a una multa complessiva che diverse concessionarie di slot machine dovrebbero pagare allo Stato e che nel processo della Corte dei Conti  diventano 2 e mezzo. Oltre il 90% di sconto. Rigore? Lacrime e sangue? Moralità? Legalità? Guerra aperta all'evasione o al pensionato al quale l'INPS per suo errore magari, ha dato 10 euro in più con cui ci si è comprato un filetto? Le società sono: Atlantis World Giocolegale limited, Snai spa, Sisal spa, Gmatica srl, Cogetech spa, Gamenet spa, Lottomatica Videolot Rete spa, Cirsa Italia srl, H.b.G. Srl e Codere spa che avrebbero “cagionato l’inefficace funzionamento del servizio pubblico, nonché causato lo sperpero delle molteplici risorse finanziarie pubbliche impiegate, nella prevenzione e nel contrasto del gioco illegale; per il mancato avviamento della rete telematica; per il mancato completamento dell’attivazione della rete; per il mancato inserimento in rete di molti apparecchi installati; per il mancato rispetto dei livelli di servizio”.
Guerra aperta all'evasione allora, o al pensionato al quale l'INPS per suo errore magari, ha dato 10 euro in più con cui ci si è comprato un filetto?
La guerra all'evasione deve essere in primis una guerra di fermezza, di certezza della pena, anche lì, di annullamento degli sconti fiscali che anche culturalmente permettono i perpetrarsi di comportamenti illegali. É per di più il gioco d'azzardo, anche se “legale”, può provocare in alcune persone una dipendenza pari alla peggiore delle droghe. La fermezza, la severità, la forza della legge deve dunque essere perfino maggiore in questo caso. Invece no. Eppure 96 MILIARDI DI EURO adesso potrebbero fare ripartire alla grande il paese.
Pochi giornalisti ne parlano, perché le concessionarie fanno pubblicità? e i partiti? Chissà, magari qualcuno ha ricevuto da queste dei finanziamenti? E il governo? Per di più tecnico, perché non punta i piedi ora, chiudendo il suo mandato restituendo agli italiano ciò che è stato tolto recuperare parte di quei soldi e cambiando leggi sempre meno leggi e sempre più consigli per gli acquisti?