Forza Nuova Varese
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domenica 27 novembre 2011
giovedì 24 novembre 2011
mercoledì 23 novembre 2011
Violenze contro chi combatte la massoneria, Fiore: totale solidarietà
La scorsa notte un magistrato e un comandante dei ROS di Teramo, dopo aver recepito la testimonianza del magistrato dott. Paolo Ferraro in merito alla connessione fra massoneria e satanismo con l’ omicidio di Melania Rea, sono stati entrambi vittime di due attentati incendiari ai danni delle loro vetture. “L’ attacco contro chiunque cerchi di denunciare la corruzione e i gravi episodi di criminalità che si verificano negli entourage militari” commenta il magistrato Paolo Ferraro ”potrebbe inquadrarsi in una strategia politica volta a portare a compimento un silenzioso golpe militare con la partecipazione di gruppi massonici abbondantemente influenti in quest’ ambito”. L’ On. Roberto Fiore, Segretario Nazionale di Forza Nuova esprime in una nota "massima solidarietà e sostegno a chi ricerca la verità sugli oscuri crimini “neopidduisti” che costellano la vita pubblica italiana". “E’ un dovere di tutte le forze politiche e delle libere associazioni di cittadini, far sentire presto e forte la propria voce a Teramo per proteggere tutti coloro che si battono in difesa della Giustizia e delle nostre libertà.”
La Segreteria Nazionale.
domenica 20 novembre 2011
giovedì 17 novembre 2011
mercoledì 16 novembre 2011
Ciampi e la speculazione di Soros,Amato e le privatizzazioni
Nel 1992 Ciampi, allora governatore di Bankitalia, dilapidò 48 miliardi di dollari in una assurda difesa della lira, che era sotto attacco da parte di Soros. Difesa che fin dall’inizio era da abbandonare, dato che la Banca Centrale tedesca aveva chiarito che non avrebbe appoggiato l’Italia (doveva già proteggere la Francia).Soros aveva più mezzi: grazie all’effetto-leva e alla speculazione coi derivati, agiva come avesse 100 dollari per ogni 5 realmente impiegati. In pratica, con questa leva, Soros vendeva lire che non possedeva, contando poi di ricomprarle a svalutazione avvenuta. Inoltre, Soros aveva alle spalle i Rothschild, che dal 1989 avevano aperto a Milano la Rothschild Italia SpA, il cui direttore, Robert Katz (J), era diventato direttore del Quantum Fund di Soros proprio alla vigilia dell’attacco.Il venerato maestro Ciampi, che sapeva come stavano le cose, avrebbe dovuto rinunciare fin dall’inizio alla sua difesa, salvando i 48 miliardi di dollari. Invece la fece ad oltranza: cosa che costò ai contribuenti italiani 60 mila miliardi di lire (due o tre stangate alla Prodi) che in parte (almeno 15 mila miliardi di lire) finirono nelle tasche di Soros. E cosa ancora più grave, Ciampi prosciugò quasi totalmente le riserve in valuta di Bankitalia.Così, quando alla fine la lira fu svalutata del 30% – come i Rothschild e le banche d’affari USA volevano, per poter comprare a prezzi stracciati le imprese dell’IRI – non c’erano più soldi per la difesa della italianità di quelle imprese. La svendita era stata accuratamente preparata da Giuliano Amato che, appena diventato capo del governo, aveva trasformato gli enti statali in società per azioni, in vista delle privatizzazioni, in modo che le oligarchie finanziarie estere potessero controllarle diventandone azioniste, e poi rilevarle per il classico boccone di pane.Il piano era stato probabilmente elaborato nella famosa riunione sul Britannia del giugno ‘92, panfilo della regina d’Inghilterra, su cui era salito Mario Draghi, allora funzionario del Tesoro. I magistrati di Mani Pulite diedero una mano, creando il clima di linciaggio contro Craxi (che si opponeva fieramente alle intrusioni straniere) ed arrestando preventivamente una folla di grand commis di Stato, poi risultati del tutto innocenti, in modo da sguarnire il fronte che si opponeva alle svendite. Così il saccheggio avvenne tra gli applausi degli italiani, ben contenti di vedere Craxi in fuga e la vecchia DC smantellata da Di Pietro.La cosa fu così sporca che Ciampi (come minimo, se non da complice, si comportò da incompetente) una volta prosciugate le riserve, offrì le sue dimissioni. Gli fu detto di star tranquillo; sarebbe stato premiato con la presidenza della repubblica e santificato per sempre dall’aureola di Venerato Maestro, conferitagli dai grandi giornali, Corriere e soprattutto Repubblica. C’è il sospetto infatti che anche De Benedetti avesse guadagnato dalla speculazione.
Ci fu anche un’inchiesta. Nel ‘96 la Guardia di Finanza indagò se «influenti italiani abbiano operato illegalmente dietro banche e speculatori», ricavando un guadagno accodandosi a Soros nella speculazione contro la lira. Secondo Il Mondo del dicembre ‘96, la «lobby a favore di Soros», secondo gli inquirenti, comprendeva Prodi, Enrico Cuccia (capo di Mediobanca per la Lazard) Guido Rossi, Isidoro Albertini, Luciano Benetton, Carlo Caracciolo.
Naturalmente, le procure insabbiarono. Gli indagati erano tutti padri della patria, venerati maestri, riserve della repubblica.
Fonte:http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=67358:i-nemici-dellitalia&catid=13:politica-interna&Itemid=136
Altro che tagli ai politici Monti costa più del Cav: stipendi per 4,9 milioni
"Taglierò i costi e i privilegi della politica". Firmato: Mario Monti. La promessa dell presidente incaricato rischia di fare acqua da tutte le parti. Perché lo scherzetto del governo tecnico ci costerà salato. Il presidente incaricato Mario MontiIngrandisci immaginePiù salato che gli italiani fossero stati chiamati al voto anticipati. Il tutto grazie a una legge fatta dall'ex premier Romano Prodi. "Il governo tecnico snello costerà 4,8 milioni di stipendi - scrive il vicedirettore di Libero, Franco Bechis, su Twitter - il governo uscente costava 2,9 milioni". Mica bruscolini. Quasi il doppio. Che in tempi di crisi, non è certo poco. Basta fare un giro sul sito della Ragioneria territoriale dello Stato per capire che Bechis fa sul serio. L'inghippo è semplice. Con le dimissioni di Silvio Berlusconi tornano a casa 23 ministri, tre viceministri e ben 38 sottosegretari. Numeri da capogiro, certo. Ma i loro stipendi costavano all'erario pubblico tra i 40 e i 50mila euro all'anno per un totale di 2,8 milioni di euro. Monti ha, invece, parlato di un esecutivo snello con solo tecnici (niente politici). Qui snello sta per magro e non per "a buon mercato". Guai a loro se per una volta si risparmia un nichelino. Macchè! Grazie a una legge del 1997 firmata dal Professor Prodi, i nuovi titolari dei dicasteri - in cambio della mancata indennità parlamentare - metteranno in saccoccia 132mila euro lordi annui. Insomma, come spiega lo stesso Bechis, "il governo tecnico snello costerà 4,8 milioni di stipendi", mentre "il governo uscente costava 2,9 milioni". Se questo è l'inizio non siamo certo messi male. A questo "spreco" va ad aggiungersi, come denunciato nei giorni scorsi dal Giornale, il lauto stipendio dello stesso SuperMario. Grazie alla scelta di Giorgio Napolitano di nominarlo senatore a vita, Monti "aggiunge 12.005,95 euro lordi di indennità, più 12.680 euro netti di rimborsi, al costo mensile dei senatori italiani. In un anno (12 mensilità) fanno 144mila euro lordi di stipendio, e 152mila di rimborsi: circa 300mila euro l’anno di costo per Monti senatore a vita". Alla faccia della crisi. Come se non bastasse l'ingresso in politica dell'economista della Bocconi garantirà a 350 parlamentari di prima nomina e ad altri 264 veterani un vitalizio mica da ridere. I primi raggiungeranno la cifra di 2.412 euro al mese al compimento del 65esimo anno di età con un costo aggiuntivo per le casse dello Stato di oltre 172 milioni di euro. Grazie a SuperMario i parlamentari eletti nel 2006 e rinominati due anni dopo, invece, andranno invece in pensione a 60 anni con 4.202 euro al mese. Una spesa di oltre 465 milioni di euro. Alla faccia dei tagli dei costi della politica, insomma. La dieta firmata da Mario Monti inizia con una grande abbuffata. A questa seguirà, con buona probabilità, una dieta ferrea. Ma quella dovranno farla i cittadini sui quali peseranno la reintroduzione dell'Ici e la patrimoniale.
